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Il gergo del tresette



La tradizione italiana del gioco del treasette ha dato vita a espressioni tipiche per dare informazioni tra un giocatore e l'altro della stessa squadra. Così come per richiedere al compagno di fare gioco di un seme o di una particolare carta. Oltre a quelle note per la briscola e gli altri gioco, le più frequenti e soprattutto, quelle riconosciute a livello nazionale nel gioco del tresette sono:

Il carico:
Il termine deriva dal gioco di Briscola e sta a significare la carta di alto valore (tre, asso o due). C'è chi lo chiama "base del buon gioco", "stillo" o "pizzico".

Busso la napoli:
per accusare il possesso di una napoli.

Ho l'asso (o due o tre): per dichiarare di essere in possesso di un particolare carico.

Voglio il tre (o il due o l'asso):
è una richiesta indirizzata al proprio compagno di squadra che in genere intende dire anche che si possiedono gli altri due carichi dello stesso seme. A volte il carico si richiede al compagno indicando i propri carichi secondo i punti della primiera del gioco della Scopa: volendo per esempio richiedere che sia lanciato il tre, perché poi si possiede l'asso ed il due, e quindi si può proseguire con le prese, si affermerà "ho il ventotto", così come per chiedere l'asso possedendo il due e il tre si affermerà "ho il venticinque".
E via dicendo, per chiedere il due in presenza dell'asso e del tre si affermerà "ho il ventinove".
Se non si hanno carichi si può indicare il numero di carte del palo (o seme) giocato in proprio possesso specificandone il numero ordinale (esempio, se giocando una carta di un seme si rimane con altre tre carte in mano di quello stesso palo si dice, riferendosi alla carta giocata, "quarta".
Se le carte rimanenti sono lisci (o scartine), il cui valore è nullo, allora si afferma "quarta liscia").
Se invece non rimangono in mano altre carte di quel palo la carta giocata si definisce "piombo" o si dice "sono piombo su questo palo".

Piombarsi:
è l'azione, scelta strategicamente o necessaria, di liberarsi di tutte le carte di un certo palo, "la meglio", "carta tre", "base franca" o "carta franca" è la carta con maggior valore di un seme tra quelle che ancora devono essere lanciate, ed è quindi impossibile da battere con una carta dello stesso seme (esempio se sono già stati giocato l'asso, il due ed il tre, il dieci (o "re") diventa "carta tre").

Ho una bussata forte o busso forte:
indica che si hanno in mano il tre ed il due accompagnate da almeno altri tre lisci o figure tutte di uno stesso seme.

Un liscio e busso:
si dichiara quando posseggono il tre e l'asso di uno stesso seme. In altre aree di Italia, nel gergo del tresette, diventano invece rispettivamente "busso", "ribusso" e "liscio e busso" il tre, il due e l'asso con a seguire altre due carte dello stesso seme (nel caso se ne posseggano di più si aggiunge l'aggettivo "lungo" se seguito da tre carte, "lunghissimo" da più di tre carte).

Llisciare o andare liscio:
significa giocare una carta di valore inferiore a quelle già presenti sul tavolo senza aggiudicarsi la presa.

Avere la chiusura in mano, calare le mani, essere franco o andare a terra:
accade quando il giocatore di mano ha carte tali da essere matematicamente il vincitore di tutte le mani restanti. Tutte le carte che devono essere ancora giocate, dette in questo caso "fatte" o "franche", vengono prese dal vincitore direttamente, senza materialmente giocare le ulteriori mani.

I Tre Sette del tresette.